ombattimenti - Alcuni di noi si dilettano in brevi duelli medievali con la spada a due mani o la spada bastarda. Essendo entrambi i duellanti Cavalieri Templari non proponiamo il combattimento all'ultimo sangue o la rissa da strada ma quello che potrebbe essere un duello cavalleresco o un allenamento tra maestro e recluta. Non siamo dei professionisti, ma abbiamo partecipato ad alcuni corsi o stages di "scherma della tradizione" e "scherma medievale e rinascimentale" oltre a studi sull'onnipresente "Flos Duellatorum", e ci teniamo in allenamento in palestra o presso qualche corte della nostra provincia.

San Bernardo, presente al Concilio assieme agli altri abati cistercensi, non sembrava fosse entusiasta del nuovo Ordine e ne fanno fede le sue rimostranze sia allo zio Andrè de Montbard che all'amico Hugues, conte di Champagne, quando si fecero templari. Forse il successivo cambiamento del suo atteggiamento fu dovuto alla predilezione mostrata verso l'Ordine da papi e re. E' probabile che la convinzione che egli fosse l'autore della Regola sia nata dal "De laude novae militiae", l'elogio alla cavalleria templare che San Bernardo scrisse a seguito delle ripetute richieste di Hugues de Payns e del crescente successo del nuovo Ordine. Questa laude non è altro che un commento sull'Ordine, sulla Regola ed un incitamento alla nuova militia o religio (termini, questi, adottati in seguito per designare gli Ordini monastico-militari).

L'assemblea, composta da 11 prelati tra arcivescovi e vescovi, 8 abati di importanti monasteri e i conti: Teobaldo di Champagne, Guglielmo di Nevers e Andrea di Beaudimont, era presieduta dal legato papale Matteo vescovo di Albano. E saranno proprio alcuni di questi illustri personaggi a concedere le prime donazioni al nuovo Ordine. Essi dissero di aver ricevuto l'incarico dal Capitolo dei loro compagni, presente a Gerusalemme, affinchè le norme che avrebbero retto l'Ordine fossero messe per iscritto per non essere mai dimenticate.